lunedì, 29 settembre 2008

Il sottile filetto della ragione

Perdere il filo, il sottile filetto della ragione (lo so, lo so che si dice "lume della ragione", ma lasciate fare). Può capitare, prima o poi. Il problema, quando capita, è che rischi di mandare il tutto, o buona parte del tutto, a puttane. E quello sì che è un problema. In questi casi, appare difficile e quanto mai complicato, a mio avviso, mantenere vecchie abitudini. Per vecchia abitudine intendo di tutto, cose, azioni, giochi, persone. Soprattutto persone, che il termine abitudine certo non rispecchiano, ma il paragone forse può aiutare a capire. I rapporti personali, quelli sono difficili da mantenere. E sono loro, inesorabilmente, a costituire quella buona parte del tutto di cui si parlava prima. Nessuno si basta da solo, e la delusione di chi ci prova è pari solo a quella di chi lo scopre a sorpresa pur essendo convinto del contrario. Che poi, è la stessa cosa.

Vuoto

Quando impazzisco io pretendo. Cose, gesti, parole che non mi sono dovuti. Li pretendo, come se la mia stessa vita dipendesse da essi. Non va, è davvero pessima come nazione, la mia. Purtroppo, non credo di poter fare diversamente. Sento necessari periodi cronici di follia, violenti, fastidiosi, tali da rendermi odioso. Pericoloso, anche. Se più per me o per gli altri, questo non saprei dirlo. Tutto questo per smuovere qualcosa, sollevarsi dal piattume quanto basta per rendersi conto di essere ancora presenti, vivi. Per scappare dalla noia, anche in maniera inconsapevole. Perchè è inconsapevole, tutto. Lo capisci, lo afferri, ed è già finito.

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categoria: scrivere, artistiche follie
lunedì, 04 febbraio 2008

Ecco a voi le prossime novitĂ  editoriali

Ha dell'incredibile! Ieri mattina mi sono svegliato di soprassalto, ancora mezzo intontito dalla trasferta fiorentina. Di solito, è quando verso in questi stati semi-catatonici che mi vengono le idee migliori, e infatti, ho avuto l'illuminazione. È comparsa dalla nebbia purpurea dei miei sogni l'idea per un nuovo, avvincente romanzo. Sia chiaro, non sto parlando di un romanzo da casa editrice indipendente, 300 striminzite copie distribuite chissà quando, no. Sto parlando di un best seller che sarà edito da qualche pezzo grosso, chessò, Mondadori.
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Ma veniamo alla trama:
La protagonista è una professoressa svampita di nome Hilary Swamp, che vive a San Francisco. Il termine svampita nel corso del romanzo potrà essere intercambiato con altri vocaboli affini tipo intontita, scema, cretina e così via, salvo riaffermarsi con forza nella parte finale dell'opera.
Hilary ha una graziosa casetta nel quartiere gay, ed ha un gatto gay. Il suo gatto gay si chiama Minnie. Lei non è gay, ma le piacerebbe provare. Hilary ama molto il suo gatto gay, anche se si cruccia ogni dì a causa della sua omosessualità, che lo rende infelice ed emarginato dagli altri gatti del quartiere.
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Hilary non si dà per vinta e ingaggia una battaglia mediatica a suon di fiaccolate e pigiama parties affinché sia riconosciuto anche ai gatti gay il diritto di rovistare nella spazzatura, senza il timore di sanguinosi agguati. Il tutto si concluderà con il classico lieto fine, in cui la professoressa svampita incontrerà l'amore, si sposerà con un professore di origami, anche lui svampito, e insieme avranno tanti bambini, tutti dotati di intelligenza sovrumana (merito dei gas tossici?); il gatto gay Minnie, o il Minnie gatto gay, o il gay gatto Minnie, come dir si voglia, vedrà anche lui coronarsi il suo sogno d'amore. Si innamorerà infatti di un gatto marinaio e deciderà di partire con lui per i caraibi, dove potranno vivere in pace e scambiarsi il loro amore senza la paura dei pregiudizi altrui.
Struggente sarà l'ultimo capitolo, in cui la professoressa svampita correrà al porto per dare l'ultimo saluto a Minnie, e copiose lacrime righeranno il suo viso mentre urlerà "Minnieee, sono incintaaaaaa!". A quelle parole, Minnie si volterà, e dirà semplicemente... "Miao".
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Ecco, vi piace l'idea? Pensate che la Mondadori accetterebbe un romanzo del genere? Io credo di sì, tanto ormai sono abituati a non produrre altro che puttanate da dare in pasto al grande pubblico. Perché è questo che il pubblico vuole, giusto? Il pubblico non vuole libri che lo facciano riflettere, che lo sveglino, vuole al contrario qualcosa che lo assopisca, che gli faccia dimenticare i mille problemi che lo assillano ogni giorno. È così che la pensano gli editori, al giorno d'oggi. E a chi non si abbassa a scrivere stronzate del genere, magari, tocca anche pagare per vedere pubblicata la sua opera, il che ha dell'assurdo. Come dice Alice, Un operaio paga per lavorare in fabbrica?. No, non credo.
Il brutto è che la situazione peggiora sempre di più perché ormai il libro è diventato una merce come tutte le altre, al pari dei pomodori, o delle banane (per non scontentare Minnie gatto gay). L'importante è vendere, vendere e ancora vendere.

E allora avanti, su, vendiamoci tutti il culo.
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categoria: editoria, assurditĂ , artistiche follie, professoressa svampita, gatto gay
venerdì, 07 dicembre 2007

Place your bets!

Oggi mi sento totalmente privo di sbattimento orientato a produzione di post interessanti... tanto vale giocare d'azzardo! Grazie ad Artemisia!
numeri2-smallHo deciso di lanciare un gioco a premi, a cui tutti i bloggers possono partecipare, per promuovere l'attività dell'associazione Artelario.
Non penso di essere la prima a proporre un gioco legato al lotto, ma
proviamoci comunque!

Il gioco consiste in questo:  chi vuole aderire, copia e incolla questo post nel suo blog. Dopo averlo fatto, scrive QUI (con un commento), il link del suo blog indicando un numero da 1 a 90 che non sia stato già scelto da altri. Il primo numero della ruota di Roma selezionato nel corso dell'estrazione del 5 gennaio 2008 decreterà il vincitore, a cui spediremo un pacco con il premio, che consisterà in libri a nostra scelta e gadget realizzati dall'associazione. In caso di mancata vincita, i premi saranno assegnati al secondo numero estratto, o al terzo, e così via. Noi dell'associazione ovviamente non parteciperemo. Tutto chiaro? Allora, buona giocata!
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categoria: gioco dazzardo, artistiche follie
venerdì, 30 novembre 2007

La faida: funerali di Johnny Fido, si prevedono scontri.

SI SUSSEGUONO LE VOCI SU UNA ROTTURA DELLA TREGUA. SI TEME PER I FUNERALI DEL BRACCIO DESTRO.

Scrivo da un posto che non ha più certezze. Sembra infatti che la tregua tra Sandro e Franco, di cui entrambi sponsorizzavano la lunga durata, con tanto di sorrisi e strette di mano, si sia clamorosamente rotta. La notizia è di questi giorni, ma ho potuto - e voluto - darne conto solo ora poiché il motivo di questa rottura è alquanto "strano", e andava verificato. Ci sono molte leggende sull'entità divina di Sandro e sul suo dono di avere visioni. Mi sono sempre chiesto come si potesse fare a risolvere il mistero. Ho deciso di appostarmi e di seguire Sandro in ogni momento della giornata - con il suo permesso, si intende. Il risultato è stato sconvolgente. Sono riuscito a fotografare un'apparizione di Johnny Fido il quale, emergendo in un'aura luminosa, ha chiesto al boss di vendicare la sua morte.sandroSandro, che mi ha sempre detto di ritrovarsi stanco e intontito dopo ogni visione, questa volta è sembrato incredibilmente lucido e determinato. Il giorno dopo c'è stato un agguato ai danni di Franco, che però è riuscito a salvarsi, come al solito fuggendo. Pare che Nonno Nanni sia rimasto gravemente ferito, ma non ci sono notizie ufficiali in proposito. Se così fosse, i funerali di Johnny Fido, che si terranno domenica 2 dicembre, diverrebbero subito un evento ad alto rischio, possibile teatro di violente rappresaglie. Io non mi dò per vinto, e qualsiasi cosa accada sarò lì per raccontarvela.

Foto mia. Clicca per ingrandire.

Per dare uno sguardo alla scia di sangue che ha portato a tutto questo clicca qui.
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categoria: agguato, franco, assurditĂ , sandro, faida, artistiche follie, fratelli fido, nonno nanni
martedì, 27 novembre 2007

Ardito!

Breve intervento per segnalare un sito molto interessante. Si tratta di www.xmarkjenkinsx.com, pagina web di Mark Jenkins, un vero mago delle street installations. Cosa sono le street installations? Guardate un pò qui. Se volete saperne di più, cliccate sulle foto.


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Foto di www.xmarkjenkinsx.com
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categoria: arte, artistiche follie, mark jenkins, street installations
mercoledì, 07 novembre 2007

La faida: il primo omicidio

Purtroppo, è con questa immagine molto cruda che sono costretto ad aprire il mio resoconto di oggi sulla faida. La foto raffigura il cadavere di Johnny Fido mentre viene rinvenuto dal fratello Sonny. L'omicio è avvenuto la scorsa mattina. Erano circa le 11 e i due Fido stavano bevendo un caffè, comodamente seduti sulla scrivania, in compagnia di Sandro. Il boss a un certo punto è dovuto andare in bagno e ha chiesto a Sonny di accompagnarlo (non si è mai troppo sicuri di questi tempi), lasciando quindi Johnny in camera da solo. Sandro ha giurato di non essersi allontanato per più di 5 minuti. Minuti che evidentemente sono bastati al killer (tuttora ignoto) per spingere Johnny giù dalla scrivania e procurargli una lesione letale al collo. La situazione adesso è tesa come non mai, io stesso sono rimasto ferito a causa dell'impegno che ho preso raccontandovi tutto ciò. In più, Sandro e Sonny, l'unico Fido rimasto, ora distrutto dal dolore, giurano vendetta. Ma chi sono in realtà i fratelli Fido? Ho fatto qualche ricerca.
Amici di lunga data e stretti collaboratori del boss Sandro, i due fratelli Fido approdarono nella Spinetti House (il territorio di Sandro) in tempi diversi. L'amicizia tra la famiglia Fido e Sandro cominciò proprio sugli scaffali di quell'emporio in Via Marconi, sui quali hanno condividevano gioie e dolori, in attesa di un'adozione. In seguito, Sandro fu il primo ad essere adottato e, dopo essersi sistemato per bene, mandò a chiamare Johnny. Dopo un anno, visto che le cose nella Spinetti House andavano a gonfie vele, Sandro mandò a chiamare anche il più piccolo dei due fratelli, Sonny, e lo prese sotto la sua ala. Il regno di Sandro non era mai stato così solido, e questo nel tempo ha forse portato a sottovalutare alcuni campanelli di allarme, come l'arrivo di Franco e il conseguente tradimento del vecchio scagnozzo Nonno Nanni (di cui vi parlerò presto). I campanelli di allarme, inevitabilmente, si moltiplicarono, fino agli sviluppi che tutti conosciamo.
E' così, quindi, che siamo arrivati a questo punto, dal quale sarà molto difficile tornare indietro.
Ormai il primo morto è scappato, l'impressione è che non sarà l'ultimo.
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categoria: bologna, johnny, vendetta, agguato, morte, sonny, franco, caffè, omicidio, assurdità, sandro, mala, faida, artistiche follie, fratelli fido, nonno nanni, capo dei capi, spinetti house
lunedì, 05 novembre 2007

Hai paura del tre di bastoni?

Sono tutti e quattro intorno al tavolo. Salta fuori un mazzo di carte. Il momento di chiamare lo zoppo non è ancora arrivato; niente di meglio del tressette per ingannare il tempo. Luca e Adriano contro Marcello e Sergio.
Metà della prima partita, 18 a 15. Luca ormai non ci sperava più. Finalmente l'acido che ha sciolto nel bicchiere di Marcello, l'uomo che lo tiene sequestrato, comincia a fare effetto. L'uomo si alza di scatto dalla sedia e guarda sgomento le carte nelle sue mani. Sembra terrorizzato.

"
Cristo!" urla "il tre di bastoni, vuole uccidermi!"3mazze
La stanza, buia, esplode di colori. Le forme smettono di possedere sostanza e si piegano ad un semplice movimento del capo. Fa freddo, ma agili lingue di fuoco riscaldano la pelle e l'anima, gelide come il marmo. La vita scorre, bagliori accecanti. Il passato ritorna ed esige vendetta, come tutti quelli che il piede violento ha calpesatato.
Il tre di bastoni, col suo beffardo sorriso, continua a fissare l'uomo, preda di violente convulsioni.

"Ti voglio! Voglio te!" continua a ripetegli.

L'uomo ha paura. Se è vero che chi è pazzo non sa di esserlo, non riesce a capire ciò che vede e sente.
Alza gli occhi.
Avvoltoi volteggiano minacciosi sulla sua testa. Incrociando il suo sguardo gli fanno l'occhiolino.

"
E' te che vogliamo!" sembrano dirgli "E' solo questione di tempo!"

"
Non mi avrete mai!" risponde l'uomo.

Non ne può più di questa tortura. Di un colpo decide che abbattere il muro a testate è cosa fattibile. Il rumore dei colpi che dà contro la parete di cemento e forte e secco. Solo il rumore del cranio che si rompe lo copre. Quello e il tonfo fa l'uomo cadendo, esanime, per terra.
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categoria: scrivere, acido, assurditĂ , sequestro, tressette, artistiche follie, tre di bastoni
mercoledì, 24 ottobre 2007

Vuoto - Una storia in bianco e nero

Interno – Notte

Manuel è seduto immobile sul suo divano da quattro soldi a fissare il vuoto. Fissa il vuoto da ore, è l’unica cosa che riesce a focalizzare. Non è la noia, non è la tristezza. È vuoto.
La stanza che lo circonda sembra la caricatura malriuscita della sua mente; pareti giallocrema perlopiù scarne e piene di buchi e un piccolo angolo in cui riporre le ultime speranze. Non ne può più di quella stanza, né di se stesso.
Ha smesso di fumare e segna una piccola linea verticale sul muro per ogni giorno che riesce a trascorrere senza sigarette. La linee sono solo due, ma lui sogna quella stanza tappezzata. È l’unica cosa che riesce a focalizzare. Quella e il vuoto.

Il telefono squilla. Manuel risponde e chiude gli occhi.


Dissolve in nero.

Esterno – Notte

Manuel e John camminano verso il centro con lo sguardo fisso per terra tentando di raggomitolarsi nei propri cappotti. Muti. Fa molto freddo, ma è un freddo senza odori, e quando nemmeno l’odore d’inverno copre quello di piscio stagnante non resta molto da dire. Ogni tanto si gettano qualche occhiata distratta, qualche parola, rassegnati ad abituarsi a quel fetore. Sono freddi e aridi, come Bologna quando è grigia, ma lo nascondono, non si fidano.

Manuel: Ma alla fine a che ora ci dobbiamo vedere con quelle due?

John: Boh, sette e mezza otto, tipo. Chissenefrega.

Manuel: Ma come, non ti piaceva Fede? Ti è già scesa?

John: Cazzonesò, io non c’avevo mezza voglia di uscire. Mi scolerei volentieri una bottiglia di Jack…

Manuel: Beh, cazzo, potevi dirmelo! Mi hai chiamato tu, io me ne sarei stato volentieri a casa a scolarmene due di bottiglie di Jack!

John: Senti, non cominciare! Sei tu quello che c’ha la fotta, sei tu che mi impezzi che è un mese che non scopi e c’hai le palle gonfie così e bla bla bla… un minimo di coerenza, checcazzo!

Manuel: Cazzo, è vero! Non scopo da un mese… ti spacco!


Dissolve in nero.



Esterno – Notte

Manuel e John camminano verso il centro con lo sguardo fisso per terra tentando di raggomitolarsi nei propri cappotti. Il freddo ora si sente meno, ma è solo un illusione, un ghirigoro mentale. Una allegra voce di donna fa voltare i due giovani. La voce non gli è nuova. I due riconoscono Alice, e si fermano ad aspettarla. Lei li raggiunge saltellando.

Alice: Ciao gggiovani! Che fate?

Manuel: Andiamo a Piazza verdi a prendere l’aperitivo con due sceme.

Alice: Ah ah, abbiamo mr simpatia!

Manuel: Sei tu che ci tampini!

Alice: Non è mica colpa mia se dobbiamo fare la stessa strada.

John: Vabbè dai, accompagnaci per stavolta.


Alice sorride. Manuel e John anche, ma non si fidano.


Dissolve in nero.


Esterno – Notte

Manuel e John fanno cin al quinto giro di Campari Vodka. Alice, in lontananza, parla al telefono. I due tendono le orecchie tentando di capirci qualcosa. Alice li vede e si allontana ancora un po’. I due fanno gestacci.

Alice chiude il telefono e torna mostrando una faccia scura e triste.

John: Che è successo, t’è morto il gatto?

Alice: No, era Fede. Dice che non viene, deve studiare.

John: Eccheppalle! Lo sapevo che tirava pacco, non ci si può fidare di voi!

Alice: Dai, non te la prendere. Era molto dispiaciuta.

John: A dire il vero non me ne frega un cazzo. Per me può fare quello che le pare!

Manuel: Io c’ho sete, vado dai Vecchi.

John (guardando Alice): Ecco, questa è una frase intelligente!

          

Dissolve in nero.



Interno – Notte


Manuel è poggiato con i gomiti larghi sul bancone del bar e aspetta il suo settimo Campari Vodka. John e Alice, sotto il portico, ridono e scherzano. Ma non si fidano.cocktailManuel ottiene il cocktail e mentre si gira riceve una spinta che glielo fa rovesciare tutto addosso. Si volta, il suo sguardo è assassino. Vede una fanciulla che gli sorride, timorosa.

Manuel: Hai visto che hai fatto? Ti stavo proprio antipatico eh?

Fanciulla: Cacchio! Scusa! È che sto un po’ ubriaca e non t’ho visto…

Manuel: Siamo in due allora… solo che quel cocktail mi andava.

Fanciulla: Te ne pago un altro, mi sembra il minimo!

Manuel: Facciamo che te l’offro io.

Fanciulla: E perché? Sono io che ti ho sporcato la felpa.

Manuel: Appunto. Prendila come un incentivo a non farlo più.

Fanciulla: Sei strano, lo sai?

Manuel: Grazie, anche tu… per questo mi piaci!

Fanciulla: Neanche tu sei male.

           
Dissolve in bianco.


Interno – Notte

Manuel apre gli occhi. La testa pulsa, è confuso. È in un letto, le lenzuola giallocrema come le pareti della sua stanza. Intorno a se odore di donna. L’odore gli ricorda quello di Lei. La ama ancora, anche questo lo ricorda. È tutto il resto che ha dimenticato. Ignora come sia arrivato in quel letto e chi sia la donna che gli dorme accanto. Lo ignora, ma vorrebbe fosse Lei. Guarda il soffitto e pensa. Alcuni confusi particolari gli arrivano alla mente come gocce di pioggia leggera. Uno di questi lo stende. Il volto di Lei confondersi con quello della Fanciulla mentre facevano sesso. Con Lei non ha mai fatto sesso, con Lei faceva l’amore. Con Lei non aveva bisogno di sforzarsi per ricordare. Non aveva bisogno di scopare per dimenticare.


Un brivido gli prende la schiena. Si alza nervosamente e si riveste. La fanciulla si sveglia che Manuel ha già il cappotto.
sigaretta

Fanciulla: Ehi, ciao! Dove vai?

Manuel: Me ne vado! Devo andare!

Fanciulla: Ok, ti richiamo uno di sti giorni!

Manuel: Meglio di no.


Manuel esce sbattendo la porta. Pensa a Lei.


La Fanciulla
si stende e accende una sigaretta.

Dissolve in nero.


(Foto di http://blog.libero.it/FammiRiprovare/ - http://blog.melamarcia.it/)

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categoria: scrivere, amore, racconti, bologna, , sigaretta, cocktail, fidarsi, fanciulla, artistiche follie, effetti di senso, dissolve in nero
sabato, 20 ottobre 2007

Artistici sodalizi - Cellphone's Dead

Quando Beck e Michel Gondry si incontrano...

Blaterato da MarcFranz sabato, 20 ottobre 2007 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
categoria: arte, bellezza, videoclip, beck, michel gondry, artistiche follie, effetti di senso
venerdì, 19 ottobre 2007

La foto del giorno (6)

Ecco un riassunto del mio attuale stato psicofisico...

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Blaterato da MarcFranz venerdì, 19 ottobre 2007 | commenti (popup) | commenti
categoria: arte, bologna, la foto del giorno, ubriachezza, bellezza, artistiche follie
giovedì, 18 ottobre 2007

Fay ce que vouldras!

hmillerOggi mi son destato da un sonno profondo con sulle labbra implicazioni di gioia, con una tiritera sulla lingua, e ripetevo a me stesso come una litania: "Fay ce que vouldras!... Fay ce que vouldras!". Fai quel che vuoi purché produca gioia. Fai quel che vuoi purché produca estasi. Tante cose mi si affollano in mente quando questo dico a me stesso: immagini, quelle gaie, quelle terribili, quelle folli, il lupo, la capra, il ragno, il granchio, sifilide con le ali aperte e la porta dell'utero sempre schiavardata, sempre aperta, pronta come una tomba. Lussuria, delitto, santità: le vite dei miei cari, gli insuccessi dei miei cari, le parole che si sono lasciati dietro, le parole rimaste incompiute; il bene che si son trascinati dietro, il dolore, la discordia, il rancore, la lotta che han creato. Ma soprattutto l'estasi.


Henry Miller
- Tropico del Cancro
Blaterato da MarcFranz giovedì, 18 ottobre 2007 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
categoria: america, parigi, bellezza, henry miller, libri che vale la pena leggere, tropico del cancro, artistiche follie
mercoledì, 17 ottobre 2007

La foto del giorno (4)

E fu la neve...

E fu la Neve
Blaterato da MarcFranz mercoledì, 17 ottobre 2007 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
categoria: arte, bologna, la foto del giorno, neve, bellezza, artistiche follie
martedì, 16 ottobre 2007

La domanda del giorno

La domanda è: che cos'è?

Ma soprattutto, che sta facendo?


Come vuoi
Blaterato da MarcFranz martedì, 16 ottobre 2007 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
categoria: bologna, artistiche follie