Perdere il filo, il sottile filetto della ragione (lo so, lo so che si dice "lume della ragione", ma lasciate fare). Può capitare, prima o poi. Il problema, quando capita, è che rischi di mandare il tutto, o buona parte del tutto, a puttane. E quello sì che è un problema. In questi casi, appare difficile e quanto mai complicato, a mio avviso, mantenere vecchie abitudini. Per vecchia abitudine intendo di tutto, cose, azioni, giochi, persone. Soprattutto persone, che il termine abitudine certo non rispecchiano, ma il paragone forse può aiutare a capire. I rapporti personali, quelli sono difficili da mantenere. E sono loro, inesorabilmente, a costituire quella buona parte del tutto di cui si parlava prima. Nessuno si basta da solo, e la delusione di chi ci prova è pari solo a quella di chi lo scopre a sorpresa pur essendo convinto del contrario. Che poi, è la stessa cosa.

Quando impazzisco io pretendo. Cose, gesti, parole che non mi sono dovuti. Li pretendo, come se la mia stessa vita dipendesse da essi. Non va, è davvero pessima come nazione, la mia. Purtroppo, non credo di poter fare diversamente. Sento necessari periodi cronici di follia, violenti, fastidiosi, tali da rendermi odioso. Pericoloso, anche. Se più per me o per gli altri, questo non saprei dirlo. Tutto questo per smuovere qualcosa, sollevarsi dal piattume quanto basta per rendersi conto di essere ancora presenti, vivi. Per scappare dalla noia, anche in maniera inconsapevole. Perchè è inconsapevole, tutto. Lo capisci, lo afferri, ed è già finito.
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MarcFranz lunedì, 29 settembre 2008 |
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