lunedì, 05 maggio 2008

AAA Cercasi Signor Wolf

Salve a tutti, miei piccoli amici. È da un pezzo che non scrivo qui, e spero che non abbiate sentito molto la mia mancanza (sicuramente no). Per prima cosa, voglio ringraziare chi ha comunque speso due minuti del suo tempo per lasciare un commento su questo blog, nonostante il suddetto fosse in sciopero da settimane. E dire che ne sono successe di cose in questo periodo di trasmissioni oscurate su C'era una volta l'amore. Per esempio, abbiamo di nuovo il nano al potere. E che gioia! Qual giubilo nel poterlo urlare ai quattro venti (sempre che non si temano figure barbine). E non fatemi credere che non lo immaginavate?! Era già scritto. Fosse stato per me, avrei risparmiato anche le elezioni - che pure quelle si pagano, no? - e un sacco di gente ci avrebbe guadagnato in salute. Ma vabbé, si sa, a noi piace farci del male. Molte cose faticherei a spiegarmele, altrimenti.
Crime scene
Ma veniamo al vero movente di questo post. Ché di movente si tratta, in fondo. Ultimamente ho smesso di scrivere e, credetemi, per me è un bel problema. La questione, però, non sta tanto nella mancanza di idee, piuttosto nella voglia di sedersi davanti a un pc o a un foglio di carta e raccontargliele. Questa cosa, in passato, mi veniva molto più semplice, quasi naturale azzarderei, e credo di sapere perché. Penso che si smetta di esprimersi, che ci si annoi a farlo, quando tutto intorno a noi, le situazioni, le persone, gli amici, ci costringono a riflettere un secondo di più a quello che scriviamo/diciamo. Fa male! Pensare troppo fa male! Dovrebbe essere un dogma, una di quelle frasi da mettere sulle targhe appese ai muri degli edifici pubblici. Come memento. Sia chiaro, non dico che pensare sia sbagliato, sarei stupido a farlo. Dico solo che se stai troppo a rimuginare su quello che devi scrivere, dire, fare, baciare, puoi star tranquillo che poi non lo fai. Mai.
Il problema è nato quando ho conosciuto persone in tutto e per tutto simili alla Prosivendola Regina Zabo. Pensavo - speravo - che personaggi così esistessero solo nei libri di Pennac, e invece. Certo, gli editori hanno apprezzato il mio primo lavoro, e questo punto credo di aver capito il perché. Credo che esista una specie di meccanismo perverso per il quale se un libro è scritto non pensando all'editore, poi all'editore piace. Mi spiego meglio. Quando ho scritto Lysergic Company, non me ne fregava niente della pubblicazione, del mondo dell'editoria e compagnia cantante. Volevo solo scrivere, per me. E basta. L'uscita in libreria è stato un passo successivo, quasi insperato. Soddisfatto? Sicuro, come potrei non esserlo, certi riconoscimenti fanno piacere. Ma qui casca l'asino. Ho smesso di scrivere per me. O, meglio, ho smesso di scrivere solo per me. Penso sempre a chi poi dovrà leggerlo, il mio lavoro. E non è così che si scrive, secondo me. Non è così che scrivo io. Il problema persiste. Cercasi Signor Wolf.


Foto mia.
Blaterato da MarcFranz lunedì, 05 maggio 2008 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
Commenti
#1    09 Maggio 2008 - 12:20
 
scrivi perchè ti piace scrivere.
Che ti frega della pubblicazione?
Tanto quelli vogliono solo storie di donne svampite, svilenti e avvilenti!

quanto ti andrà di tornare, mi ritroverai, come vedi.
Buon riposo.
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#2    10 Maggio 2008 - 19:27
 
tu devi scrivere per te e se piacciano agli altri meglio ancora...
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#3    12 Maggio 2008 - 09:34
 
"Buongiorno, mi chiamo Wolf. Risolvo problemi". Solitamente agli altri però. Ora , il problema è che tu hai il mio stesso problema. Mi spiego meglio. Sto scrivendo un libro, che in realtà non ho neanche pubblicato. La sega mentale mi è partita ancor prima di incontrare un qualsiasi possibile editore. Perciò a me servirebbe un PreWolf. Almeno concludo la storia come dico io e poi vedo che succede. Se puoi aiutarmi ti ringrazio fin d'ora. PreThanks. Gianluca.
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categoria: scrivere, problema